Prepensionamento giornalisti: 30 milioni in cinque anni dal ddl di Bilancio 2027
Il ddl di Bilancio 2027 (art. 110, comma 3) autorizza una spesa di 6 milioni di euro annui dal 2027 al 2031, per 30 milioni complessivi, per il pensionamento anticipato dei giornalisti professionisti iscritti all’INPS (ex INPGI).
La misura si rivolge ai giornalisti dipendenti di imprese editrici di quotidiani, periodici e agenzie di stampa a diffusione nazionale, secondo la disciplina dell’art. 37, comma 1, lett. b), L. 416/1981, cioè nei casi di crisi o riorganizzazione aziendale.
Lo stanziamento è un limite di spesa e incrementa quello dell’art. 41-bis, comma 7, DL 207/2008, già aumentato da interventi successivi.
Da notare che la L. 174/2026 di conversione del decreto PA aveva già autorizzato 4,6 milioni per il 2026 e 1,7 milioni per il 2027 . Da pochi giorni INPS ha reso noto che sta iniziando la definizione delle domande di prepensionamento presentate fino al 27 ottobre 2026
La norma si inserisce nell'articolo che destina risorse all'editoria e destinate in gran parte al credito d’imposta carta (art. 188 DL 34/2020): 34 milioni per il 2027, 26 per il 2028 e 6 annui dal 2029 al 2031. La stessa norma proroga per il 2027 e 2028 il credito carta al 30% (28 milioni per il 2027, 20 per il 2028).
Leggi in merito anche Credito di imposta carta giornali 2027
Attenzione: le disposizioni sono nella bozza del ddl di Bilancio e possono cambiare in Parlamento.
Prepensionamento giornalisti: i requisiti e le condizioni aziendali
Le regole attuali, dopo il passaggio dall’INPGI all’INPS (1° luglio 2022), sono fissate dall’art. 37, comma 1, lett. b), L. 416/1981 e dalla circolare INPS n. 10/2023, con il messaggio INPS n. 3595/2023.
Requisiti per i giornalisti professionisti
Possono accedere i giornalisti professionisti dipendenti di imprese editrici di quotidiani, periodici e agenzie di stampa a diffusione nazionale. Devono risultare iscritti all’elenco dei professionisti dell’Ordine dei giornalisti. I pubblicisti sono esclusi: per loro si applica la disciplina dei poligrafici (lett. a) e devono essere a non più di 5 anni di distanza dall’età per la pensione di vecchiaia (67 anni fino al 2026), quindi 62 anni. Per il 2027-2031, cioè il periodo dei nuovi fondi, c'è la'deguamento all'aspettativa di vita (1 mese in piu dal 2027, 2 mesi dal 2028)
Contributi necessari: 25 anni e 5 mesi di contribuzione
Le condizioni per l'azienda
CIGS per crisi: il prepensionamento richiede la cassa integrazione straordinaria con causale di riorganizzazione aziendale in presenza di crisi, per non più di 24 mesi. Sono escluse la causale “crisi aziendale” e i contratti di solidarietà.
Permanenza in CIGS: almeno 90 giorni, ritenuti soddisfatti dalla permanenza di almeno tre mesi. Età e contributi devono essere maturati entro il periodo di CIGS autorizzato. L’ultima contribuzione deve essere accreditata come CIGS finalizzata al prepensionamento. Il messaggio 3595/2023 prevede una deroga per chi aveva maturato il requisito con la prassi INPGI (un giorno di CIGS al mese per tre mesi).
Necessario inoltre un piano aziendale che preveda un’assunzione ogni due prepensionamenti.
ATTENZIONE chi ha optato per il contributivo non può accedere, perché tale opzione preclude requisiti diversi da quelli ordinari.
Condizioni dopo il prepensionamento
Dalla decorrenza la pensione è incompatibile con qualsiasi attività lavorativa, subordinata e autonoma, in Italia e all’estero. Non è compatibile nemmeno con le prestazioni di disoccupazione.
Nessun articolo correlato